Lezioni Gratuite

Sviluppare lo Stile

Trovare il proprio stile è l’obiettivo di ogni Songwriter. Lo stile rappresenta la voce dello scrittore e quindi del songwriter, dell’autore, del compositore, del cantautore. Lo stile non si può imitare è qualcosa di unico, irripetibile esattamente come il timbro di una voce. Imitare lo stile di qualcun altro sarebbe come copiare la voce di qualcun altro ovvero una caricatura!

Nessun Songwriter aspira ad essere la caricatura di qualcun altro, la brutta copia di un artista. Ogni Songwriter dovrebbe aspirare ad essere un artista unico ed irripetibile. Per questo lo stile non si impara, non si può emulare ma si sviluppa! E cambia col tempo così come cambiamo noi. E aggiungerei per fortuna!

Quanti di noi rileggendo le cose che abbiamo scritto in gioventù non si rispecchiano più, non tanto nei fatti descritti quanto nel modo in cui abbiamo esposto i fatti? Crescendo la nostra voce cambia, il nostro stile cambia perché maturiamo, facciamo nuovo esperienze e dunque il nostro stile ovvero il modo in cui diciamo, narriamo, esprimiamo, sveliamo cambia, matura, si evolve.


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Catturare l’Ispirazione

Trovare l’ispirazione, catturare i “semi” creativi

La domanda più frequente sulla scrittura di canzoni è: “Prima le parole o la musica?”

Alcuni songwriter preferiscono iniziare le loro composizioni dal testo altri dalla melodia altri partendo dagli accordi. Tutte tecniche validissime. Ma ciò che in realtà si omette quasi sempre di dire è che ancor prima di iniziare il processo compositivo, c’è un altro aspetto che il songwriter deve considerare ossia l’ispirazione che molto spesso lo porta ad avere una serie di idee, frammenti o quelli che mi piace chiamare “semi” di una canzone.

Ed è dai semi che dobbiamo iniziare il nostro lavoro poiché essi sono il principio e la base del processo creativo. A quanti di noi è capitato di fischiettare un motivetto che si è formato nella nostra mente e di volerlo catturare subito magari con una nota vocale sullo smartphone o di pensare ad una frase che abbiamo annotato sulla nostra agenda?

Tutto questo materiale è fondamentale per poter produrre delle canzoni. Quindi il primo passo da compiere è quello di saper cogliere e riconoscere un seme quando ci viene in mente e di saperlo subito catturare per non perderlo poiché da ognuno di quei semi, se piantato per bene e coltivato, potrà nascere la nostra canzone.

Una volta catturate le nostre idee su un taccuino, sul cellulare, su un quaderno, occorre resistere alla tentazione di “incollare” subito a questi semi del materiale inutile, riempitivo o addirittura dannoso che rischierebbe di farci allontanare dalla nostra idea iniziale.

Spesso infatti il processo compositivo, con la conseguente razionalizzazione del materiale raccolto, porta il songwriter fuori pista perché spesso l’istinto del compositore/scrittore è quello di completare la propria opera nel più breve tempo possibile per arrivare alla canzone finita. In realtà è necessario prendersi del tempo tra la cattura dell’idea (processo creativo) e lo sviluppo della stessa (processo compositivo). Dobbiamo dare modo a quell’idea, concetto o frammento di attecchire nella nostra mente, almeno di non avere un’altra “botta di flusso creativo” in corso! Forzando troppo la mano, infatti, si rischia di perdere i nostri semi, non solo a livello testuale ma anche melodico. Ad esempio si può finire col produrre una sequenza banale di accordi o con una melodia interessante rovinata da un testo qualitativamente scarso e viceversa.

Come fare per evitare tutto questo? Innanzitutto cerchiamo di capire che forma può avere un seme.

Il seme di una canzone può essere un’idea, un tema, un personaggio, una situazione, un’immagine, un ricordo, un frammento di melodia. Ad esempio: mi trovo sull’autobus e vedo un’anziana signora che cerca di salire ma ha troppe buste in mano e si trova in difficoltà. (Ovviamente l’aiuto però la scena mi è rimasta impressa). Così scrivo sul taccuino: “Anziana signora sul bus. Troppe buste in mano.”

Questo, anche se può non sembrarlo, può essere il seme di una canzone. Il songwriter vede potenziali semi ovunque. Bisogna a questo punto prendersi del tempo e chiedersi sempre il perché.

  • Perché ho pensato che valesse la pena scrivere questo sul taccuino?
  • Perché questa scena mi ha colpita?

Perché mi dà un’emozione, perché mi ha sorpreso, perché mi ha fatto pensare a mia nonna che non c’è più. Queste sono tutte possibili risposte e una volta capito se la scena ha innescato in noi un ricordo o se la scena ci ha sorpreso o se vogliamo parlare del personaggio (l’anziana signora al di là sella situazione) o ancora se è la situazione che ci ha colpiti ad esempio l’indifferenza della gente sull’autobus, avremo isolato il nostro seme.

A questo punto il secondo passo è lavorare su quattro aspetti fondamentali che ci permetteranno di modellare il nostro materiale creativo:

Ritmo, Testo, Melodia e Armonia

Il Metodo della Bussola. E’ un metodo che utilizziamo qui a ScrivereCanzoni per i corsi di Songwriting. Quattro aspetti che potremmo visualizzare come i quattro punti cardinali di una bussola:

E’ importante riconoscere il ruolo dell’interplay di questi quattro pilastri di una canzone che non sono slegati tra loro ma bensì parte di un unico cerchio. Possiamo iniziare da una di queste quattro direzioni muovendoci liberamente avanti e indietro sul cerchio senza seguire per forza un senso (orario o antiorario). Dovete immaginare tante frecce che partono da ognuno di questi quattro cardini e che vanno in tutte le direzioni. Al di fuori del cerchio poi c’è il resto del mondo ossia la miriade di idee, temi, contenuti, emozioni, storie e personaggi di cui vogliamo raccontare e che possiamo fare convergere all’interno del nostro cerchio.

E torniamo così alla domanda iniziale: Prima la musica o il testo? Come abbiamo detto la creatività può prendere tutte le direzioni senza dover per forza cominciare dal testo o dalla melodia si può anche cominciare dal ritmo ad esempio; può capitare di avere un determinato ritmo in mente senza aver ancora pensato ad una melodia o si può partire dallo strumento improvvisando una progressione di accordi. Questo approccio a 360 gradi ci permette di sfatare anche il mito per cui sarebbe solo il testo a veicolare l’informazione, il massaggio, il significato ponendo la musica ad un livello di semplice accompagnamento soprattutto se si fa riferimento al cantautorato. Ebbene in realtà la magia di un brano risiede proprio nel continuo interplay tra testo e melodia: il suono delle parole e il ritmo delle frasi giocano un ruolo fondamentale nel veicolare il senso al di là del significato proprio delle parole, portando un messaggio più ampio all’ascoltatore. Succede così che una melodia priva di contenuto testuale come in “The Great Gig in the Sky” può risultare più evocativa di un testo fatto e finito. Pensiamo alla nostra frase di prima: “Anziana signora sull’autobus. Troppe buste in mano.” All’interno della stessa c’è già un’allitterazione interna “auto-bus, bus-te”. Questo elemento può esserci d’aiuto se vogliamo partire dal ritmo delle parole.

Quindi potendo partire da tutte le direzioni, come possiamo però dare forma alla creatività che rischia di impazzire sulla bussola quando ci si ritrova liberi di spaziare senza vincoli? Non si rischia di perdersi?

Come potete osservare, al centro del cerchio c’è una S che sta per struttura. E’ quello il nostro punto di riferimento. La struttura infatti non fa parte del processo del catturare l’ispirazione e raccogliere i semi ma del processo post-creativo, se vogliamo. La struttura è l’elemento che ci consente di controllare le interazioni del nostro materiale con tutti e quattro gli altri elementi della bussola.

La struttura, ad esempio, ci consente di distribuire il nostro materiale testuale in sezioni: intro, strofa, ritornello, ponte, special ecc così come ci permette di suddividere la melodia in misure, di stabilire il tempo di un brano ecc.

Starting Point per la scrittura di testi e musica

Una volta che abbiamo raccolto il nostro materiale, dobbiamo cominciare a muoverci sulla bussola. Diciamo che ci ritroviamo ad avere molto materiale testuale. Ciò che dobbiamo fare ancora una volta è domandarsi:

“Chi scriverebbe questa frase” (Troviamo la voce narrante)

“A chi potrebbe essere rivolta la frase” (Troviamo il personaggio)

“In quale situazione qualcuno direbbe questa frase” (Troviamo la scena o la situazione)

Con solo tre semplici domande avremo trovato il personaggio e la storia con tanto di situazione e voce narrante. (Per approfondimenti vedi “ScriviTi una Canzone”)

Nel caso invece il nostro materiale sia fatto di contenuto melodico senza testo, le domande a cui dobbiamo rispondere sono:

“Di che cosa potrebbe parlare una canzone con questa melodia?”

“Che cosa evoca in me questa melodia?”

“Questa melodia si adatta di più a un testo malinconico, allegro, triste, nostalgico, di speranza o altro?”

Il punto di partenza resta comuqnue quello di porsi delle domande al fine di delineare la nostra idea, modellare il nostro materiale ed infine vedere sbocciare la nostra canzone.

2 Consigli sugli errori da evitare:

  1. Evitare di ricreare e ricadere sempre nello stesso schema metrico. A volte può essere un tratto distintivo per un songwriter ma alla lunga annoia.
  2. Comporre seguendo sempre la stessa progressione di accordi. C’è chi scrive canzoni usando sempre il giro di Do. Cercate delle progressioni di accordi più interessanti.

Come Comporre una Melodia

Se ti stai chiedendo come comporre una melodia, leggi questo articolo!

Comporre una melodia può sembrare un’arte complessa e per certi versi lo è, eppure è anche la cosa più naturale del mondo!

Sin dall’antichità i nostri avi componevano melodie per accompagnare la fatica del lavoro o per cullare i bambini. Quando ancora non esisteva la scrittura, il canto era già una parte essenziale della vita sociale delle primitive tribù.

Capita a tutti, mentre siamo in soprappensiero, di ritrovarci a canticchiare dei frammenti melodici, semplicemente facendo humming (a bocca chiusa), per scacciare la solitudine o durante le faccende domestiche. Perché è vero il lavoro è più leggero se cantiamo!

Dunque, è possibile comporre una melodia senza saper suonare? La riposta è si anche senza un’adeguata preparazione musicale, si possono comporre melodie.

Come si compone una melodia senza saper suonare?

Ecco un semplice esercizio. Andate su Youtube selezionate la ricerca basi musicali e sceglietene una di cui NON conoscete la melodia.

Provate voi a crearne una, lasciandovi trasportare dalla musica, cantateci sopra e date spazio alla vostra musicalità di esprimersi. Mentre fate questo registratevi. Riascoltando dopo le registrazioni, se vi sembrerà di riconoscere qualche frammento interessante, isolatelo e fate lo stesso per tutte le idee melodiche che avrete prodotto.

A quel punto non vi resterà che legarle insieme per creare una struttura fatta di sezioni:

Strofa Ritornello Special ecc

A questo punto avrete la vostra melodia fatta e finita, lavorateci ancora un pò su e a quel punto potrete dedicarvi al testo.

Se invece sei interessato a conoscere qualche regola in più sulla composizione musicale, ecco qui consigli che potranno aiutarti a migliorare il tuo stile compositivo.

Regola n°1 : Variazione

Cerca di variare il contenuto melodico della tua canzone tra una sezione è l’altra. Come sai ogni canzone hai una sua struttura, fatta di strofe, ritornelli, special, pre-chorus. Ognuna di queste sezioni dovrebbe essere valorizzata e sottolineata con variazioni della melodia principale. Ci sono cantautori inesperti che peccano di monotonia, utilizzando lo stesso tema musicale dall’inizio alla fine rendendo impossibile il riconoscimento di una sezione rispetto ad un’altra. Fate in modo che la variazione del tema soprattutto tra strofa e ritornello sia ben evidente.

Regola n° 2 : Contrasto

A volte la variazione da sola non basta e c’è bisogno di un vero e proprio contrasto sia a livello armonico ad esempio (maggiore/minore) sia a livello ritmico. Inserire contrasto ritmico e armonico tra una sezione e l’altra può rendere la tua canzone molto più interessante.

Regola n° 3 : Ripetitività

Così come in ogni composizione abbiamo bisogno di ascoltare variazione e contrasto per apprezzare le sezioni di un brano musicale, allo stesso modo dobbiamo assicurarci di ripetere almeno una volta il tema principale affinché sia riconoscibile e orecchiabile. E’ la ragione per cui l’inciso prende il nome di ritornello, perché ritorna e si fissa nella mente dell’ascoltatore.

Come Scrivere una Canzone di Successo?

Una delle parole chiave più digitata in materia di Songwriting su Google è: Come Scrivere Una Canzone di Successo?

Prima di tentare di rispondere a questa domanda vorrei soffermarmi su un’altra essenziale domanda che dovremmo porci se vogliamo scrivere canzoni.

Perché Scriviamo Canzoni?

Certo ognuno di noi si aspetta quando scrive una canzone che questa riscuota un discreto successo, che sia quanto meno apprezzata, ascoltata e magari si che arrivi al successo. Ma è davvero questo il motivo per cui ogni songwriter si mette a scrivere pagine e taccuini di parole, compone decine e decine di versi e melodie, passa le ore sul proprio strumento per migliorarsi, annota ogni idea o seme creativo per non perderlo, davvero facciamo questo per il successo?

Io credo che alla base di ogni atto artistico ci sia la volontà di esprimere un messaggio, un atto di comunicazione, un bisogno emotivo e non certo la ricerca del successo.

Pertanto credo che ogni songwriter dovrebbe sempre tenere a mente lo scopo ultimo della sua fatica, il fine, la motivazione alla base del suo scrivere canzoni.

E quella motivazione reale non dovrebbe essere mai dimenticata. Non c’è una canzone di successo che non sia nata da un reale bisogno di comunicare, persino le canzoni tormentone del Pulcino Pio e company hanno qualcosa da comunicare. Fosse anche la voglia di comunicare un momento di demenzialità!

Perciò per rispondere alla domanda iniziale – Come scrivere una canzone di successo – prenderò in prestito un aforisma sulla scrittura di Francis Scott Fitzgerald:

Non si scrive un libro perché si vuole dire qualcosa; si scrive un libro perché si ha qualcosa da dire.

Analogamente se volete scrivere una canzone è necessario avere qualcosa da dire e aggiungerei citando Emil Cioran, avere voglia di dirla.

A questo aggiungiamo che il lavoro del Songwriter può essere condensato in due fasi essenziali:

Fase 1 : Creativa

Chiunque si ponga come obiettivo quello di avere successo, rischierà di perdere completamente di vista l’atto creativo, il bisogno di comunicare. Solo dedicandosi corpo e anima all’arte questa ci ripagherà in termini di soddisfazione di un bisogno espresso, libero e puro.

Fase 2: Analitica

A questo punto sarà possibile analizzare il prodotto della nostra creatività, raffinarlo, aggiustarlo e soprattutto decidere come promuoverlo. Dunque se proprio vogliamo puntare al “successo”, ben consci che la parola successo può avere connotazioni ben diverse a seconda degli obiettivi che ci si pone nella Fase due, è solo in questa fase che dobbiamo occuparcene. In che modo?

Poniamoci ancora delle domande:

  • Come Promuoverlo, attraverso quali mezzi?  
  • Come farlo ascoltare, A chi e Perché?

Definirò così il mio target di partenza e le modalità di fruizione del brano (online, streaming, vendita, cd, tour, serate) e potrò concentrarmi sul significato personale di successo. Per alcuni il successo potrebbe essere rappresentato dal vedere la propria canzone in classifica nelle vendita o nello streaming, per altri avere molte visualizzazioni su Youtube, per altri ancora creare una Community di Fan, partecipare ad un Talent Show, sentire la propria canzone passare in radio oppure dedicarsi a creare colonne sonore per le serie Tv o per i film, farsi assumere da una compagnia pubblicitaria come songwriter.

Insomma per ognuno di noi il successo può rappresentare cose diverse. Ma possiamo affermare che esiste un tipo di successo condiviso da tutti negli intenti: quello di fare della propria vita ciò che si desidera, che si ama di più, come scrivere canzoni.